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La dentosofia è quella disciplina che arricchisce l’odontoiatria classica con un approccio umanistico: si basa cioè su tecniche di intervento che vanno ad approfondire “il legame tra l’equilibrio della bocca, dell’essere umano e, in maniera più estesa, del mondo intero”. Così l’hanno definita i suoi fondatori, i medici dentisti Rodrigue Mathieu e Michel Montaud, dopo studi e approfondimenti sulla letteratura medica precedente risalenti al 1953.

In quegli anni, la pratica odontoiatrica era aperta a sperimentazioni e teorie di natura multidisciplinare che comprendevano i legami tra il benessere della bocca e quello mentale. Un percorso interrotto all’inizio del 1961, e tornato vivo negli anni Ottanta grazie ai lavori dei professori Besombes, Planas, e Béatriz Padovan.

Una parte della comunità odontoiatrica si è così avvicinata nuovamente allo studio della dentosofia, notando il ripetersi di risultati positivi nei pazienti. Questi non riguardavano solo i denti, ma anche miglioramenti del benessere generale di tutto il corpo: la riduzione e l’eliminazione di scricchiolii articolari, blocchi e dolori ATM (l’articolazione temporo-mandibolare), si univano alla risoluzione di mal di testa, mal di schiena, difficoltà di concentrazione, dislessia, difficoltà di apprendimento, disturbi del sonno, rinite allergica, eczemi e molti altri sintomi che sembravano non essere correlati.

Questi casi, raccolti in più di trent’anni di pratica in tutto il mondo, hanno dimostrato che esiste un legame importante tra la bocca e il resto del corpo fisico e psico-affettivo.

cosa è la dentosofia

Dentosofia: come funziona e terapia

L’equilibrio psico-affettivo è inteso in dentosofia come il risultato di quella serie di eventi che viviamo nel corso della nostra esistenza e che ci segnano come persone. Ebbene, non lasciano una traccia solo nel nostro bagaglio emotivo, ma anche sul nostro corpo.

La storia della bocca evolve nel corso del nostro sviluppo in base alle funzioni di respirazione, suzione, deglutizione, fonazione e masticazione. Il dentista che si occupa di dentosofia utilizzerà gli strumenti materiali come apparecchi e ricostruzioni, in concomitanza con quelli immateriali, per gestire la nuova modellazione.

La terapia lavora quindi in maniera multidisciplinare, integrando gli aspetti del campo dentistico, medico e neurofisiologico, per la rieducazione funzionale del paziente con l’obiettivo di accompagnarlo in percorso che lo porterà al raggiungimento di una perfetta armonia.

Per fare questo, nel 1984 Mathieu e Montaud iniziarono a utilizzare un dispositivo ortodontico chiamato attivatore plurifunzionale: secondo la loro esperienza, questo apparecchio riusciva a svolgere l’azione di riequilibratore delle funzioni della bocca e della postura, e di armonizzatore psicoaffettivo. L’apparecchio, che ricorda un po’ il paradenti dei pugili, rieduca la funzione muscolare e propriocettiva del corpo puntando a riportare un equilibrio nelle funzioni base che fanno parte del nostro sviluppo. L’attivatore polifunzionale si adatta alla bocca del paziente, e può essere utilizzato a partire dai tre anni.

La saggezza dei denti

L’incontro tra Dens (dente) e Sophia (saggezza) è un viaggio che il paziente e il medico intraprendono insieme per tornare a quello che avrebbe dovuto essere “l’aspetto naturale” del sorriso. Il momento in cui si conclude la terapia, infatti, è il punto d’arrivo in cui la persona ottiene ciò che era previsto per lei sin dall’inizio della sua storia.

Scopri di più sulla Dentosofia in questa intervista intervista del dott. Pachì oppure contattaci

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