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Storie: Antonio 37 libero professionista

Una delle caratteristiche predominanti della pratica dello Studio Pachì è quella di utilizzare un approccio sistemico e multifunzionale alle problematiche che portano i pazienti a rivolgersi alle nostre cure. Tra questi approcci, c’è il metodo MOOS: una tecnica sviluppata dal dott. Santoro che permette di trattare sindromi dolorose o posturali attraverso una tecnica specifica odontoiatrica.

Questa è la premessa necessaria alla storia di Antonio, nome fittizio, che abbiamo incontrato in studio per una serie di disturbi muscolari e posturali che il paziente stesso ricollegava alla malocclusione di cui soffriva da anni. Al momento della visita, la malocclusione asimmetrica con disfunzione muscolare collegata è stata in effetti da subito evidente. Questa causava ad Antonio mal di testa, mal di schiena e dolori alla spalla sinistra, con uno slivellamento del bacino.

Antonio, da appassionato di sport quale è, ha sempre dimostrato una grande consapevolezza del proprio corpo, tanto da segnalare anche che percepiva il proprio lato sinistro sbilanciato rispetto al destro. Questo spiegava, tra le altre cose, come mai soffrisse spesso di dolori alla schiena, formicolio alle braccia e ricorso frequente alle cure dell’osteopata.

A causa del suo lavoro stressante inoltre, lamentava anche situazioni di serramento notturno (bruxismo) legato allo stress, che si mostravano nel corso del risveglio con forti dolori alla cervicale. Nel corso dell’anamnesi, la parte della visita in cui studiamo la storia clinica del paziente, abbiamo scoperto che in passato Antonio aveva indossato apparecchi fissi per risolvere l’agenesia di un dente (la mancanza, per ragioni genetiche, di un dente permanente), e che dopo la cura la sintomatologia era peggiorata. Riportava anche episodi di apnee notturne e il bruxismo conseguente gli aveva addirittura fatto rompere un bite nel corso di una notte, motivo per cui aveva deciso di intervenire con la chirurgia.

Dopo questo primo momento di confronto, abbiamo deciso la strategia clinica che avremmo applicato per risolvere le sue problematiche: utilizzare la tecnica MOOS per modificare l’occlusione che causava asimmetria e quindi i dolori.

Alla prima seduta una volta applicate le micromasse per il riequilibrio propriocettivo, quindi con l’obiettivo di ricreare simmetria tra la parte destra e sinistra del corpo, abbiamo scoperto l’esistenza di quello che in gergo si definisce un precontatto con un dente nella zona sinistra e abbiamo deciso di rimuoverlo.

Già questo ha generato nel paziente una remissione del mal di testa, un miglioramento del dolore cervicale e la risoluzione di un problema oculomotorio dell’occhio destro. Nel corso della seconda seduta abbiamo puntato ad aumentare il comfort del paziente, rielaborando le occlusioni della prima seduta.

Alla terza seduta abbiamo raccolto molti feedback positivi da parte di Antonio. Ma la micromassa che avevamo utilizzato per risolvere le sue problematiche si è staccata e tutti i dolori sono ricominciati immediatamente. Per questo, abbiamo rifatto il rialzo MOOS e dato ad Antonio quello che chiamiamo attivatore, uno strumento da utilizzare per ridurre i problemi in caso di altri distacchi accidentali.

Arrivato alla quarta seduta, infine, abbiamo felicemente constatato che tutte le problematiche di Antonio erano state risolte: i dolori e i formicolii erano spariti e ha potuto riprendere le sue attività consuete.

La storia di Antonio ti ha incuriosito? Contattaci per sapere se il metodo MOOS può risolvere anche i tuoi problemi!

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