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La terapia miofunzionale: il ruolo dell’osteopata in odontoiatria

Come abbiamo visto nell’articolo dedicato alla terapia miofunzionale (TMF), l’approccio multidisciplinare è spesso importante per rinstaurare l’equilibrio armonico del viso e del corpo a tutte le età. Grazie al lavoro di gruppo di osteopata, dentista e logopedista, ognuno con un ruolo specifico, è possibile risolvere molte problematiche che sembrano sconnesse, ma in realtà non lo sono. Oggi, in particolare, vediamo nel dettaglio che ruolo ha l’osteopata in odontoiatria.

Terapia miofunzionale per bambini e adulti

La tonicità muscolare, la respirazione, l’assetto posturale, ma anche la masticazione e la deglutizione: sono tanti dettagli diversi di un unico corpo, che funzionano in quel determinato modo solo grazie alla partecipazione dell’intero gruppo.

Nei bambini e negli adolescenti, la terapia miofunzionale è proposta quando siamo in presenza di: vizi orali (suzione del dito, suzione o morso del labbro); onicofagia (il bambino che si mangia le unghie); lapisfagia (rosicchia penne o matite). Inoltre, è un valido aiuto prima, durante e dopo la terapia ortodontica, per ripristinare la respirazione fisiologica attraverso il naso, prevenire o correggere i disturbi dell’articolazione del linguaggio.

Quando il corpo è quello di un adulto, invece, la terapia miofunzionale serve per eliminare problemi di digrignamento dei denti o tic oro facciali, per aiutare prima e dopo un intervento maxillo-facciale, o come supporto nei disordini dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM). Questi ultimi si possono manifestare come click mandibolari o difficoltà di escursione durante l’apertura della bocca.

Gli interventi, anche in età adulta, aiutano a ridurre o eliminare del tutto i dolori che nascono dagli squilibri muscolari del viso come le cefalee o gli acufeni.

Il lavoro dell’osteopata in odontoiatria

In base al tipo di alterazione presente, è probabile che l’intervento dell’osteopata si renda necessario prima o dopo che logopedista e dentista hanno svolto il loro lavoro. Il ruolo dell’osteopata in odontoiatria è fondamentale perché è l’unico in grado di comprendere e valutare la relazione che intercorre tra mobilità dei tessuti e la loro capacità di funzionare.

Il modo in cui respiriamo, deglutiamo e parliamo dipende dallo sviluppo del viscerocranio, cioè la parte inferiore delle ossa facciali, quello che sta sotto tutta la zona che interessa all’odontoiatra. Nella terapia, l’osteopata valuta innanzitutto la salute dei muscoli, dei legamenti, delle ossa e della sfera cranica, che hanno un movimento proprio chiamato ritmo cranio-sacrale.

In particolare, interviene sia su eventuali restrizioni ossee (che hanno effetti su arterie, cervello, drenaggi venosi-linfatici, ed equilibrio miofasciale) che sulle restrizioni muscolari o legamentose (ATM, mandibola, cingolo scapolare, appoggio podalico), con interventi che includono molte zone del corpo: cervicale, lingua, diaframma, cranio e sterno.

L’osteopata in odontoiatria lavora per ricreare equilibrio liberando dalle tensioni che coinvolgono il corpo, siano esse craniche, viscerali, membranose o connettivali. L’obiettivo è quello di riportare armonia tra la struttura e la funzione di quella specifica area, riallineandola alla sua natura e migliorandone la collaborazione con tutte le altre parti del corpo.

Grazie a questo intervento, il paziente capirà come prevenire le disfunzioni attraverso esercizi per autoregolarsi e autocorreggersi.

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