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Dott. Francesco Pachì

Il Professor dottor Francesco Pachì si dedica all’ortodonzia con entusiasmo e passione ormai da oltre trenta anni.

Laureato in Odontoiatria e specializzato in Ortodonzia, è membro del corpo docente del corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria di Roma Tor Vergata. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali, nonché relatore in congressi nazionali ed internazionali su argomenti quali: ortodonzia, postura e malocclusioni, ortodonzia funzionale. Da più di venti anni studia le correlazioni tra la postura e malocclusioni.

E' socio ordinario della S.I.D.O. - Società Italiana Di Ortodonzia - dal 1990.

Negli anni di lavoro ha esplorato vari sistemi terapeutici e tipologie di apparecchi ortodontici arrivando a selezionarli in funzione del loro effetto a livello posturale. Si è da sempre interessato di medicine non convenzionali quali: omotossicologia, omeopatia, osteopatia e kinesiologia applicata. Considera l’essere umano costituito da pensieri, emozioni, corpo, anima e spirito ed è alla ricerca, in ortodonzia, della fusione terapeutica tra i diversi aspetti dell’Uomo.
Seguendo un approccio olistico Francesco Pachì orienta le specifiche professionalità della sua equipé verso il raggiungimento di un obiettivo condiviso che permette una gestione del lavoro di tipo collaborativo (non escludendo, nell’interesse del paziente, il ricorso ad altre specifiche competenze di ordine specialistico).

Crede fermamente che la guarigione passi attraverso l’attuazione di un diverso approccio alla vita, approccio esemplificato dal motto “Smile at life”, secondo il quale se permetti al tuo sorriso interiore di manifestarsi esternamente, la vita ti sorride. Una “guarigione” su più livelli è in tal senso possibile, ed è anzi la piena espressione della singola persona. Favorisce la diffusione delle sue conoscenze e della sua disciplina attraverso la “newsletter Smile at Life” pubblicata per scopi di benessere umano e sociale.

Sogno…     un tempo in cui…

Corpo, Anima e Spirito ritrovino la loro unità.

 

Con il passare degli anni le scoperte scientifiche sono aumentate, siamo riusciti sempre di più a capire della materia e di come interagire con essa, a modificarla a nostro vantaggio. Tutto questo ha comportato notevoli passi in avanti nella medicina con possibilità di guarigioni sempre più frequenti. Più ci addentriamo nella materia e nella sua conoscenza, più riusciamo a “manipolarla” più appaiono nuovi ostacoli, nuove sfide, nuove patologie. Nuove patologie?!

In questo bellissimo e grandioso processo di conoscenza abbiamo separato, diviso, frammentato e pian pianino abbiamo focalizzato la nostra attenzione solo in quella parte del nostro vissuto che pensiamo di riuscire a controllare. Nonostante ciò qualcosa ci sfugge, qualcosa stiamo perdendo o abbiamo perso. Abbiamo perso la visione di un quadro più ampio. La spiritualità è diventata quasi stregoneria o in ogni caso totalmente avulsa dalla materia cui siamo interessati. Le emozioni ci spaventano e mentre siamo disposti a prendere farmaci per bloccare e modificare i processi biochimici alla loro base, non siamo in grado di accettare che possano modificare le funzioni del nostro corpo. La luce della scienza a volte si oscura e l’illuminismo rischia di diventare oscurantismo. Gli estremi si toccano!

Il mio sogno è quello di un tempo in cui riprenderemo coscienza della interazione tra le nostre emozioni ed il nostro corpo. Sogno il momento in cui ri-scopriremo la connessione tra qualcosa di più ampio e grande di noi ed il nostro cuore. Sogno quel momento in cui sarà evidente a tutti la tri-partizione del nostro Essere in Corpo- Anima –Spirito. Qualunque siano i nomi che noi usiamo i tre piani di cui siamo formati ci sono e sono strettamente interconnessi. L’informazione viaggia e si muove tra questi piani dal basso (esterno) all’alto (interno) e dall’alto al basso.

Sogno, sogno… il momento in cui l’Amore sarà il nostro motore, l’Aspirazione la nostra benzina e l’Intenzione il nostro volante.

Sogno, sogno… il momento in cui sapremo creare su tutti i piani.

Nel frattempo dovrò accettare i bruschi risvegli…le salite e le ricadute.

Questo è il duro lavoro!

Francesco Pachì